Pensa …
Girandoli seguendo sbuffi di vento
ingordi dei tuoi colori.
Ignara
permetti di godere della tua bellezza
a chi non coglie chi sei.
Perdonami se dico che
potresti volare,
planare, salire e risalire
svelandoti.
Forse mi abbaglia il riflesso
dei tuoi pensieri e,
(ingenua),
tra i falsi brillii,
scorgo una luce dolce
avvolgente
che tentenna
e lotta
per non camuffarsi.
Spero che la persona a cui ho pensato si riconosca.
Vorrei poterti abbracciare.
La giornata trascorse tranquilla. Una donna di circa 75 anni la fece sorridere quando le chiese un libro sulla seduzione.
“Sa, signorina, lui ha 70 anni e … insomma non vorrei fare brutta figura.”
Mentre una ragazzina di 16/17 anni, camicetta bianca e gonnellina stile college, la fece rabbrividire chiedendole un libro sulla gravidanza.
“Mmm … vorrei sapere come ... si resta incinte. Ho baciato e … insomma … mia mamma …”
Avrebbe voluto abbracciarla. Spiegarle. Le consigliò il testo più semplice e di recarsi da un ginecologo.
Durante la pausa aveva acquistato una maglietta color ciliegia e un paio di pantaloni neri con ricami sulle tasche. Era tranquilla. Luca le aveva inviato un sms ricordandole l’appuntamento. Chiusa la libreria era tornata a casa velocemente. Doccia. Crema profumata per il corpo. Trucco leggero. Maglietta e pantaloni nuovi. Un giro davanti allo specchio e via al suono del campanello.
Lui l’accolse con un sorriso e un morbido bacio sulla guancia. Indossava camicia nera e pantaloni crema. Capelli neri, corti. Occhi profondi e dolcissimi. Le ricordavano quelli dei cerbiatti, ma non poteva dirglielo. Forse non sarebbe stato appropriato per un ragazzo.
Iniziarono a camminare. Silvia si sentiva a suo agio. Le raccontò della “vecchietta” e della ragazzina e lui rise di cuore. Decisero di fermarsi a mangiare da “Trillo”, conosciuto per le insalate di pesce e i dolci.
La cena fu allegra tra il profumo delle erbette selvatiche che impreziosivano l’insalata di calamari, seppie, gamberetti e verdurine fresche e la morbidezza del dolce farcito con crema pasticcera e scaglie di cioccolato fondete. Piatti semplici ma ricchi di colori, profumi e sapori da inebriare il palato. I due giovani chiaccheravano e ridevano con spontaneità e serenità. Forse il cartizze, fresco e frizzante, ammorbidiva un po’ i loro freni ma sicuramente la simpatia che c’era tra loro era visibile a tutti.
Silvia aveva dimenticato la Dea, il libro, i sogni.
Poi decisero di passeggiare per il centro. Discussero di musica, libri e cibo. Luca le raccontò le sue avventure con un gattino trovato per strada. Lei rise apertamente quando sentì che Chicco, il micetto in questione, amava giocherellare con le ciottole che contenevano i fiori secchi profumati, sparpagliandoli per tutto il pavimento con starnuti degni di un leone.
Verso mezzanotte Luca la riaccompagnò a casa. Decisero di vedersi il fine settimana per partecipare ad un reading di lettura in un paese poco lontano. Si salutarono con un bacio sulla guancia. Silvia salì nel suo miniappartamento sorridendo. Luca le piaceva. Molto.
LENTEZZA (P. Pelù)
Siamo animali strani
con abiti normali
i piedi a terra e le idee tra le nuvole
forse la vita è un sogno meccanismo del tempo
che ci trasporta dove noi non immaginiamo
dove una stella può cadere
e diventare il desiderio che siamo qua, che siamo qua
un anima e puoi volare su questo mare
su un guscio di noce che è la tua fragilità
lo puoi capire fallo senza fretta
e prenditi il tempo perché la tua lentezza
è l’equilibrio per restare in piedi..
lento tempo ma comunque sempre dentro,
il tempo lento…
siamo animali rari ognuno ha le sue ali
ognuno i suoi tempi
quando vai basta arrivare
dove una stella può cadere
e diventare un desiderio un attimo di libertà instabile
puoi volare anche senz’ali
su un guscio di noce con la tua velocità
lo puoi capire fallo senza fretta
e prenditi il tempo perché la tua lentezza
è l’equilibrio per restare in piedi
lento tempo ma comunque sempre dentro
il tempo lento…
lento tempo
puoi riprender tutto il tuo tempo lento